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Dolcezze di Nonna Papera

Filastrocca faccia di frutta

 

Fronte di mela tagliata in due spicchi

Occhi di uva, lucidi chicchi

Naso pallina di fragola fresca

Guance gemella con pelle di pesca

Labbra ciliegie lucenti superbe

Denti di candide mandorle acerbe

Mento albicocca con belle fossette

Orecchie nespole tagliate a fette

Questa èl’amica che vedo davanti

Qui nel frutteto dei giorni diamanti

Èla mia amica di pura natura

Faccia di frutta matura

(Bruno Tognolini, Le filastrocche della Melevisione, Gallucci)

 

A voi piace tutta la frutta e la verdura? Ai bambini ad esempio no, non la vogliono nemmeno sentire nominare e le mamme non sanno più in che pietanza nasconderla e con che finto nome chiamarla. Io, che non sono più tanto bambina, non amo proprio tutto, le carote ad esempio le mangio solo crude perché cotte non le sopporto e le banane se hanno i puntini  neri non le voglio nemmeno vedere, per me son da buttare. Sono piuttosto affascinata invece dalla frutta esotica per le forme strane, a volte anche pungenti. Solo la natura poteva creare frutta e verdura dalle forme diverse e dai colori mutevoli in base al periodo di maturazione, elementi in divenire come le vere opere d’arte. Beh, ammetto anche che entrambe fanno molto bene al nostro organismo e dovrebbero essere inserite regolarmente nel nostro regime alimentare, ma questo non è il discorso che volevo farvi oggi

Oggi volevo soffermarmi sulla bellezza, una bellezza degli ortaggi che fu scoperta secoli fa da un pittore italiano che ne fece i protagonisti dei suoi quadri. Li prese e li compose trasformandoli in volti umani. Le zucchine, le mele, le noci vennero posizionati al posto di occhi, nasi, fronti, bocche. I cavalieri rappresentati con elmi di melanzane, le cortigiani con collari di asparagi, le dame con occhi di gamberetti. Avete presente la mascotte di Expo? Sì, Foody si ispira proprio alle sue opere.

Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano nel 1526, dopo aver lavorato per preparare i disegni per le vetrate del Duomo, si trasferì a Vienna alla corte degli Asburgo. Divenne subito il favorito dell’imperatore Massimiliano II e poi del successore Rodolfo II che seguì a Praga e che rappresentò come Vertunno, il dio latino delle stagioni, mettendogli una pera al posto del naso e due asparagi come baffi.

Sicuramente sono le “Teste Composte", fisionomie grottesche ottenute attraverso fantasiose combinazioni di una straordinaria varietàdi forme di frutta e verdura, che lo resero famoso. Diamo uno sguardo alle “Quattro stagioni”.

La Primavera èuna donna composta da una grande varietàdi fiori, con il testa rivolta verso sinistra come l'Autunno. Tutta la figura ha origine da una composizione floreale, la pelle del viso e le labbra sono petali rosa, boccioli e corolle, i capelli sono un bouquet variopinto e rigoglioso, gli occhi sono bacche di belladonna. Una collana di margherite al collo, mentre il corpo ècoperto da tante foglie differenti. 

Nell’Estate abbiamo raffigurata ancora una donna, ma con il viso rivolto verso destra. Il voltoèun insieme di frutti, verdure e ortaggi: le ciliegie ornano tutto l'orlo della capigliatura e si ritrovano anche sul viso a formare il labbro superiore; la guancia è una pesca, il naso èun cetriolo, l'orecchio una melanzana e il sopracciglio una spiga di grano. Il vestito èfatto interamente da grano e dal seno spunta un carciofo

L'Autunno è un uomo dai lineamenti grossolani, poco gentili che guarda verso sinistra. Il collo, formato da due pere e da alcuni ortaggi, spunta da un tino parzialmente rovinato mentre le doghe di legno che lo formano sono tenute legate tramite dei rami di salice. La faccia èformata da pere e mele, visibili in particolare sulla guancia e per il naso; il mento èuna melagrana, mentre l'orecchio un fungo che regge un pendente a forma di fico. Le labbra e la bocca sono formate dal riccio della castagna mentre la peluria del viso èresa tramite del grano. La capigliatura ècomposta esclusivamente da uve e viti con sopra una zucca.

L'Inverno èrappresentato come un vecchio la cui pelle èun tronco nodoso, con escoriazioni naturali e rigonfiamenti del legno; tali deformazioni insistono nel rappresentare le rughe e la pelle rovinata dall'età. La barba, rada e poco curata, ècomposta da radici o piccoli rami; la bocca èformata da due funghi. L'occhio visibile èuna spaccatura nera del legno, cosìcome l'orecchio èciòche resta di un ramo spezzato; i capelli sono un groviglio di rami con piccole foglie. Ci sono solo i colori del limone e dell'arancia, pendenti da un ramo proveniente dal "petto" dell'uomo: l'inverno èinfatti la stagione in cui la natura non èrigogliosa e non dàfrutti, tranne, in Italia, gli agrumi. La veste dell'uomo èuna semplice stuoia di paglia.

Davanti a queste opere d’arte, non vi viene voglia di mangiarle? E’anche un buon modo per ricordarsi le varie stagionalitàdegli ortaggi. La frutta e la verdura sono buone e fanno bene e, se anche l’occhio vuole la sua parte, sono pure belle.

 

di Alessia Bianchi

Foto quadro "Ritratto di Rodolfo II in veste di Vertunno" - opera di Giuseppe Arcimboldo

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